giovedì 24 gennaio 2008
Crisi di Governo...
"Presi dunque a considerare i fatti e gli uomini che si occupavano delle cose politiche e le leggi e i costumi: quanto più li esaminavo ed avanzavo in età, tanto più difficile mi sembrava poter amministrare rettamente gli affari dello Stato. Senza amici e compagni fidati era impossibile agire. Le leggi scritte e i costumi andavano sempre più corrompendosi con straordinaria rapidità, tanto che io, che da principio sentivo vivo lo stimolo a prender parte alla vita pubblica, considerando queste cose, e lo scompiglio che regnava dovunque, finii per restare stordito. Non rinunciai a studiare la situazione per vedere se ci fossero dei miglioramenti, specie nel governo, ma aspettavo, per agire, le circostanze opportune. Alla fine mi resi conto che tutte le città di allora erano mal governate (le loro leggi si trovavano in uno stato che era praticamente incurabile senza una straordinaria preparazione unita ad una buona fortuna) e fui costretto a fare l'elogio della retta filosofia e a dire che solo essa consente di vedere ciò che è giusto nelle cose pubbliche e in quelle private: dunque, le generazioni umane non si sarebbero mai potute liberare dalle sciagure, finché al potere politico non fossero giunti i veri ed autentici filosofi, oppure i governanti delle città non fossero divenuti, per una grazia divina, veri filosofi" (Platone)
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