Dalla copertina: «In Sicilia non si ammazza più, e questa è la cosa più grave, il termometro per capire che le cose per la mafia vanno bene. Non si uccide, e tutti pensano che dopo qualche arresto eccellente la mafia sia stata sconfitta. Ma qui lo sanno anche i bambini che quando c’è troppo silenzio è perché gli affari tirano. Ormai le bande hanno imparato la lezione, sanno che il migliore amico può diventare il tuo carnefice e hanno cambiato strategia. Lavorano a compartimenti stagni: se uno si pente può fare arrestare cinque persone, non più cento come prima. È un modello reticolare, postgerarchico. Negli ultimi dieci anni noi inquirenti non abbiamo fatto che quello che ci dicevano i pentiti, perdendo il contatto con il territorio, con i confidenti, con la strada, e adesso è di nuovo il buio. Ci vorranno anni prima di capire che diavolo sta accadendo, cosa fa la nuova mafia. Le loro parole d’ordine oggi sono riciclaggio, investimenti, negozi, alberghi. E poi la borsa, la ripresa dell’edilizia, i grandi appalti, e soprattutto la politica. Prestanome, teste di legno, la verità è che con la mafia si vive tutti i giorni. Può essere il ragazzo secco secco che ti pianta la pistola dritta in faccia, ma più spesso è un tizio con la pancia e la testa pelata, la cravatta, e nella giacca solo la penna per firmare assegni e atti notarili. Io su questo avrei una storia da raccontare. Ho quasi quarant’anni, sono un poliziotto, ma questa non è una biografia. Solo un pezzo di Sicilia, e di me, e di tutti noi. Sono un poliziotto. Non proprio uno dei tanti: uno scomodo, così dicono. Questa volta, mi chiamo Gianni Palagonia».Il libro è suddiviso in cinque parti: Infanzia di un poliziotto; Roma la narcotici; In Sicilia, la mafia delle estorsioni; Pentiti e pentitismo; Il bandito triste.
Gianni Palagonia (è uno pseudonimo) narra le sue vicende di poliziotto dagli anni '70 sino al suo trasferimento, per motivi di sicurezza, presso una Questura di una provincia del nord.
Questo è un buon libro scritto in maniera molto semplice, lo si legge avidamente pagina dopo pagina, ti appropri della sete di giustizia dell'autore. E'un libro coraggioso, una denuncia e una cronaca del sangue versato di chi ancora crede a degli ideali, di chi è capace di incrinare il muro dell'omertà, un libro che ti toglie il fiato, che ti porta a vedere la mafia con gli occhi di chi l'ha vista da vicino da chi l'ha combattuta "veramente". E' un libro che racconta la storia dei veri eroi della nostra epoca. E' un libro che consiglio sia agli adulti sia ai ragazzi perchè conoscano il valore di chi dedica la propria vita a difendere lo stato e la giustizia, perchè si sappia che è possibile "concretamente" combattere la mafia.
Voto: 7.
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