Vorrei ringraziare Gabriele, Silvia e Fabio per avermi fatto conoscere sabato sera il ristorante Giorgione a Venezia. Il ristorante si trova in Via Garibaldi a pochi passi dalla Biennale di Venezia e dall'Arsenale, "situato nella splendida e caratteristica cornice del Sestiere di Castello, una delle ultime zone di Venezia dove si può ancora respirare un'originale atmosfera veneziana lontano, fortunatamente, dalle rotte turistiche più battute".
Dopo aver fatto in corsa la Carta Venezia (possono richederla tutti i residenti in Veneto e il costo del vaporetto passa da 6.50 eur a 1.10 eur), con Vale e Giordano abbiamo raggiunto i nostri compagni di cena (Gabriele, Silvia e Fabio) prendendo il vaporetto linea 51 per "I giardini", questa linea percorre il suggestivo canale della giudecca, il tempo di percorrenza è di circa 25 minuti.
Dopo una breve e piacevolissima passeggiata per i Giardini veneziani, imbocchiamo via Garibaldi all'altezza della chiesa di San Francesco di Paola, qualche metro più avanti ci fermiamo in un baretto per il tipico aperitivo del nord-est: lo spriz!. Poco dopo siamo già seduti al "Giorgione" completamente esaurito, era quasi piacevole vedere quei molti turisti che chiedevano disperatemente un tavolo, cercando di appellarsi alla "pietas" del proprietario: Lucio Bisutto.
L'ambiente è da subito accogliente, abbiamo dovuto contenere l'esuberanza genuinamente veneziana della signorina che prendeva le ordinazioni, ci avrebbe fatto mangiare ogni cosa in menu. Come antipasto ci ha portato un piatto di ottime schie (gamberetti grigi tipici della laguna di Venezia e del Delta del Po) adagiati su una gustosa e morbida polentina bianca. A seguire due enormi vassoi di cozze e vongole (io ho mangiato solo le vongole, buone e freschissime). A conclusione una fresca fritturina di pesce (scampi e calamari) seguita da una abbondante, ottima e altrettanto fresca grigliata di pesce misto, il tutto reso più piacevole da un buon vino bianco della casa.
A rendere davvero indimenticabile questa cena però è stata la voce dal proprietario, Lucio Bisutto, che con una sbalorditiva potenza vocale allietava i clienti cantando canzoni folkloristiche veneziane e italiane. Non eravamo solo in un ristorante, ci trovavamo in un teatro dove tutti recitano la propria parte: il proprietario che cantava o accompagnava con la chitarra, noi clienti coinvolti attivamente nei cori delle canzoni veneziane e infine turisti e passanti che dalla strada si univano al coro cantando o semplicemente battendo le mani, insomma una festosta e bellissima atmosfera estiva in un contesto veneziano sempre affascinante. Ogni tanto qualche amico di Lucio si alzava dal tavolo e con una naturalezza da cantante professionista eseguiva la sua performance e poi tornava al tavolo a mangiare.
Un particolare elogio va a quel genio comico di Umberto, un personaggio unico nella sua espressività, il vero Mario Merola di Venezia e in quanto tale ci ha offerto in un clima interamente veneziano una cazone napoletana che si incastrava naturalmente in questa serata, i tempi comici tra lui e Lucio erano perfetti, naturali non riuscivo più a smettere di ridere.
Una serata indimenticabile come non accadeva da anni. Voto: 10
...dopo cena siamo andati tutti a ballare latino americano in attesa del vaporetto di ritorno a casa. Abbiamo infine preso la linea notturna che attraversa il canal Grande e sebbene stanchi e assonnati e un po' infreddoliti abbiamo apprezzato la sempre eterna magia di una notte a Venezia.
Ristorante Giorgione
Via Garibaldi 1533
Sestiere di Castello
Venezia
tel. e fax. +39 041 5228727
http://www.ristorantegiorgione.it/
Vi lascio il testo di una delle canzoni più belle della serata, canzone del cui autore non si sa nulla benchè si dica che potrebbe risalire addirittura al diciasettesimo secolo. Vi si narra di un pescatore che girovagava con la sua piccola imbarcazione fra le isole e le barene della laguna veneziana. Ascolta la canzone.
Perigrinazioni Lagunari/Mi Me Ne So 'Ndao
E mi me ne so' 'ndao
donde che feva i goti
siogando la spinéta
ai altri giochi
Mi g'ho de le fugasse
de quéle de Malghera
ho caminào par tèra
fino a Fusina
Dal trasto a la sentina
co' un batelin da stiopo
andava de galopo
a la Zuèca
G'ho caminào la sèca
tuta la Pescarìa
ho dà la pope indrìo
ai do castèi
G'ho visto l'Orto dei Abrei
co' tute le vignolle
da le vignolle indrìo
me so' reduto
G'ho caminào par tuto
l'ho trovà un buranèlo
l'aveva un bel sestèlo
a l'ha mostrào
E mi me ne so' 'ndào
donde che feva le scuèle
siogando le spinéta
le done bèle
...ecco due video della serata:
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