mercoledì 19 dicembre 2007

"No, non è schizofrenia, è solo una voce nella mia testa"

Titolo originale: Stranger than fiction
Nazione: U.S.A.
Anno: 2006
Genere: Commedia, Drammatico, Romantico
Durata: 113'
Regia: Marc Forster
Sito ufficiale: www.sonypictures.com/...
Sito ufficiale: www.sonypictures.it/film/...
Cast: Will Ferrell, Maggie Gyllenhaal, Dustin Hoffman, Queen Latifah, Emma Thompson, Denise Hughes, Eli Goodman, Michael Cook, Tom Hulce, Tony Hale
Produzione: Crick Pictures LLC, Mandate Pictures, Three Strange Angels

Niente paura...la frase nel titolo del post è tratta dal film che consiglio questa settimana: "Vero come la finzione" (titolo originale Stranger than fiction).

La vita di un anonimo agente del fisco, Harold Crick (Will Ferrel), viene inaspettatamente movimentata, quando inizia a sentire una voce che fa la cronaca diretta di qualsiasi cosa egli faccia. Con l'aiuto del professor Jules Hilbert (Dustin Hoffman) Harold scopre che la voce che lo guida ormai in ogni suo movimento, é quella della scrittrice Kay Eiffel (Emma Thompson), famosa per uccidere i suoi protoganisti in modi creativi, scrittrice che sta scrivendo un libro che sembra essere proprio la biografia della sua vita. Harold deve affrettarsi a rintracciare la Eiffel e fermarla prima che escogiti un modo "creativo" per toglierlo di mezzo.

Una commedia surreale e divertente che narra la strana storia di due mondi paralleli quello asettico e quasi psicotico di Harold Crick che vive nella solitudine dei suoi infiniti calcoli e nella alienazione del suo lavoro di esattore e il mondo della famosa romanziera in preda a un blocco creativo che sta proprio scrivendo la storia di quell’uomo qualunque. Questi due mondi corrono in parallelo percorrendo una linea dolcemente surreale, semplice nelle situazioni, e con una dose di ironia espressa con garbo da Will Ferrell e da Emma Thompson, affascinante nel suo ruolo letterario, da una Maggie Gyllenhaall "donna angelo" del protoganista, e da un Dustin Hoffman che finalmente si diverte e diverte con un ruolo al quale sono affidate le battute più riuscite. Il regista, Marc Forster, trasporta lo spettatore in una sorta di sogno sospeso e leggero fino ad impattare violentemente con la dura realta, la dura esistenza che conduce indissolubilmente verso una fine nota. Tutto è teatralmente scandito da un orologio che con precisione "divina" detta i tempi e le sorti della vita del protoganista.
Voto: 7.

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