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mercoledì 9 aprile 2008

Il film della Settimana: "Tutta la vita davanti" (di Paolo Virzì)



Questo è un film divertente e angosciante nello stesso tempo, una perfetta analisi in chiave comica del grottesco ma reale mondo del precariato nell'Italia di oggi, delle ansie, delle aspirazioni, e dei problemi quotidiani dei giovani. Da vedere.







Trama e commento da mymovies.it:
Nel bel mezzo di una corale apertura onirica a suon di Beach Boys, la voce narrante di Laura Morante ci introduce cautamente nella favola nera di Marta, ventiquattrenne siciliana trapiantata a Roma neolaureata con lode, abbraccio accademico e pubblicazione della tesi in filosofia teoretica.
Umile, curiosa e un poco ingenua, Marta si vede chiudere in faccia le porte del mondo accademico ed editoriale, per ritrovarsi a essere "scelta" come baby-sitter dalla figlia della sbandata e fragile ragazza madre Sonia (interpretata con struggente intensità da Micaela Ramazzotti). È proprio questa "Marilyn di borgata" a introdurla nel call center della Multiple, azienda specializzata nella vendita di un apparecchio di depurazione dell'acqua apparentemente miracoloso.
Da qui inizia il viaggio di Marta in un mondo alieno, quello dei tanti giovani, carini e "precariamente occupati" italiani: in una periferia romana spaventosamente deserta e avveniristica, isolata dal resto del mondo come un reality, la Multiple si rivela pian piano al suo sguardo ingenuo come una sorta di mostro che fagocita i giovani lavoratori, illudendoli con premi e incoraggiamenti (sms motivazionali quotidiani della capo-reparto), training da villaggio vacanze (coreografie di gruppo per "iniziare bene la giornata") per poi punirli con eliminazioni alla Grande fratello. Un mondo plasticamente sorridente e spaventato, in cui vittime (giovani precari pieni di speranze come il fragile Lucio 2 di Elio Germano) e carnefici (Ghini e Ferilli, di nuovo insieme diretti da Virzì dopo La bella vita) sono accomunati da una stessa ansia per il futuro che si tramuta in folle disperazione. Non c'è scampo per nessuno all'interno di queste logiche di sfruttamento, e a poco servirà il tentativo dell'onesto ma evanescente sindacalista Giorgio Conforti (Valerio Mastandrea) di cambiare idealisticamente un mondo che difficilmente può essere cambiato.
Prendendo spunto dal libro della blogger sarda Michela Murgia, "Il mondo deve sapere", Virzì esplora con gli occhi di Marta, attraverso il viso curioso della fresca Isabella Ragonese (per adesso solo una piccola parte in Nuovomondo), l'inferno di questo precariato con tutta la vita davanti; e lo fa con lo spirito comico e amaro che da sempre lo contraddistingue. Accentuando stavolta i toni tragicomici e grotteschi da commedia nera, il regista toscano dà vita a un'opera corale, matura e agghiacciante, che rivisita (attualizzandola) la miglior tradizione della commedia amara alla Monicelli, costruendo – grazie anche all'apporto del fido sceneggiatore Francesco Bruni – personaggi complessi e sfaccettati, teneri e feroci, comici e tragici a un tempo, ma tutti disperatamente umani e autentici. Con la stessa umiltà e onestà intellettuale di Marta, Virzì si muove tra le spaventose dinamiche del mondo moderno senza mai cadere nel facile giudizio, nel pietismo o – vista l'attualità del tema – nella trappola del film a tesi, mantenendo sempre in primo piano il suo amore per gli ultimi e una compassione per le sue creature disperate e perfide, figlie di una società malata, ma forse non ancora in fase terminale. E se Marta può ancora sognare un mondo migliore per sé e per la bambina cui fa da baby-sitter, un mondo che balla spensierato ascoltando i Beach Boys e si affeziona a una voce telefonica, tutto attorno resta un ritratto allarmante dell'Italia di oggi, che Virzì svela sapientemente sotto una patina di sinistra comicità. Un'Italia dolce e amara quella di Tutta la vita davanti, che commuove e angoscia lasciandoci con un groppo in gola, come quell'ovosodo che non andava né su né giù.

mercoledì 19 marzo 2008

Il film della Settimana:"Non è un paese per vecchi" (di Ethan e Joel Coen)

Titolo originale: No country for old men
Nazione: Stati Uniti
Anno: 2007
Genere: Avventura, Thriller
Durata: 122'
Regia: Ethan Coen, Joel Coen
Cast: Javier Bardem, Josh Blaylock, Rodger Boyce, Josh Brolin, Garret Dillahunt, Beth Grant, Woody Harrelson, Tommy Lee Jones, Josh Meyer, Kelly Macdonald, Barry Corbin
Data di uscita: 22 Febbraio 2008 (cinema)




Questo film, ispirato al romanzo di McCarthy, rappresenta un altro successo dei fratelli Coen. Per capire a fondo alcuni dettagli, il film andrebbe visto almeno due volte ma per ora le mie prime impressioni confermano la coerenza e l'originalità dei due fratelli registi. In "Non è un paese per vecchi" si racconta di un West ben più violento di quello raccontato all'epoca del "Western" cinemetografico. E' un film crudo dove domina una violenza alla quale ormai la cronoca ci sta abituando giorno dopo giorno. Le uccisioni abbondano ma non sono solo una alternativa coreografia della raffinata e sadica violenza alla Tarantino, qui i Coen non si accontentano solo di ironizzare sulla tragedia di un uomo che muore ma sembrano essere alla continua ricerca di una traccia di umanità da mostrare appena possibile in un mondo che sembra governato dalla follia. Lo sceriffo interpretato dal bravo Tommy Lee Jones rappresenta uno dei lati umani di questa storia mentre la lucida follia è impersonificata da una grandissimo e magistralmente espressivo Javier Bardem. La scena finale non è scontata, degna chiusura di un prodotto di qualità.

Trama (tratta da FilmUp.com)

Il film è ambientato ai nostri tempi, dove i ladri di bestiame hanno lasciato il posto ai corrieri di droga e le piccole città sono diventate zone franche. La storia comincia quando Llewelyn Moss (Brolin) trova un camioncino circondato da cadaveri. Un carico di eroina e due milioni di dollari sono ancora nel portabagagli. Prendendo i soldi, Moss fa partire una reazione a catena di catastrofica violenza che nemmeno la legge - nella persona del vecchio, disincantato Sceriffo Bell (Jones) - riesce ad arginare. Mentre Moss cerca di fuggire dai suoi inseguitori e in particolare da un uomo misterioso e sanguinario che tiene le redini di tutto e decide la sorte col lancio di una monetina (Bardem), il film contemporaneamente mette a nudo il crime-drama americano e amplia i suoi orizzonti fino a comprendere delle tematiche antiche quanto la Bibbia e dannatamente contemporanee quanto i titoli di cronoca di ogni giorno.

Persepolis ( di Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud)

Titolo originale: Persepolis
Nazione: Francia
Anno: 2007
Genere: Animazione
Durata: 95'
Regia: Vincent Paronnaud, Marjane Satrapi
Sito ufficiale: www.sonyclassics.com/persepolis
Sito italiano: www.persepolis-ilfilm.it
Cast: Catherine Deneuve, Danielle Darrieux, Simon Abkarian, Gena Rowlands, Chiara Mastroianni, Tilly Mandelbrot
Data di uscita: 29 Febbraio 2008 (cinema)

Un film/fumetto originale e nella sua semplicità ricchissimo di dettagli e sfumature, un film di animazione toccante e umoristico allo stesso tempo, un pezzo di storia orientale a noi lontanta vista e filtrata dagli occhi della simpaticissima bambina Marjane. L'autrice, Marjane Satrapi è una brava illustratrice di libri per bambini e i suoi disegni "animati" sono davvero estremamente espressivi adatti a descrivere la storia difficile di una vita semplice come quella di Marjane, attraverso i suoi disegni vediamo una bambina crescere e diventare donna in un Iran stravolto dalla rivoluzione prima e dal conflitto Iran-Iraq dopo mai mancando di sottolineara l'enorme contrasto e le differenti ipocrisie sia del mondo orientale sia di quello occidentale sperimentate sulla pelle di Marajane. Un racconto per tutti, da vedere assolutamente.
Voto : 9.

Trama di Persepolis (tratta da FilmUP.com):
Attraverso gli occhi di una bambina di nove anni, la precoce ed estroversa Marjane, il film ci fa vedere come le speranze di un popolo vengano distrutte quando i fondamentalisti prendono il potere, imponendo il velo alle donne e imprigionando migliaia di oppositori. Intelligente e impavida, la piccola Marjane aggira il controllo sociale dei "tutori dell'ordine" scoprendo il punk, gli ABBA e gli Iron Maiden. Ma dopo l'insensata esecuzione di suo zio, e sotto i bombardamenti della guerra Iraq/Iran, la paura diventa una realtà quotidiana con cui fare i conti. Temondo per la sua sicurezza, i genitori decidono di mandarla a studiare in Austria quando compie 14 anni. Marjane si ritrova così da sola con i problemi dell'adolescenza ed i pregiudizi di chi la identifica proprio con quel fondamentalismo religioso e quell'estremismo che l'hanno costretta a fuggire. Col tempo, riesce a farsi accettare e incontra perfino l'amore, ma dopo il liceo si ritrova nuovamente da sola e con una gran nostalgia di casa. Benché questo significhi mettersi il velo e vivere sotto una dittatura, Marjane decide di tornare in Iran per stare con la sua famiglia. Dopo un difficile periodo di adattamento, entra in un Istituto d'arte e poi si sposa, senza mai smettere di denunciare le ipocrisie di cui è testimone. A 24 anni, però, pur sentendosi profondamente iraniana, capisce di non poter più vivere in Iran. E' così che prende la drammatica decisione di lasciare il proprio paese per la Francia - piena di speranze per il proprio futuro, ma segnata in modo indelebile dal proprio passato.

giovedì 28 febbraio 2008

"There Will Be Blood (Il petroliere)" di Paul Thomas Anderson

Regia: Paul Thomas Anderson
Sceneggiatura: Paul Thomas Anderson
Attori: Daniel Day-Lewis, Paul Dano, Kevin J. O'Connor, Ciarán Hinds, Russell Harvard, David Willis, Mary Elizabeth Barrett, January Welsh, Hope Elizabeth Reeves, Rhonda Reeves, Paul F. Tompkins, Kevin Breznahan, John Kerry, Colleen Foy
Produzione: Ghoulardi Film Company, Paramount Vantage, Miramax Films, Scott Rudin Productions
Distribuzione: Walt Disney Studios Motion Pictures Italia
Paese: USA 2007
Uscita Cinema: 15/02/2008
Genere: Drammatico
Durata: 158 Min
web: http://www.paramountvantage.com/blood/




Questo film è tratto dal romanzo "Oil!" di Upton Sinclair (1926). E' la storia di Daniel Plainview, cercatore di petrolio, che giunge in una piccola cittadina dell'Ovest degli Stati Uniti (Little Boston) nel cui sottosuolo sono presenti vastissimi giacimenti di oro nero. Mentre Plainview diviene sempre più ricco grazie alle sue trivellazionie grazie anche allo sfruttamento della presenza dell'unico "presunto" figlio che lo aiuta a convincere i contadini a cedergli i terreni. Troverà però sulla sua strada un giovane invasato predicatore che si presenta come profeta che cerca di opporsi allo strapotere di Daniel, ma presto diviene anche lui vittima del potere che esercita sui suoi seguaci.
Le sorti personali, anche se non quelle economiche, di Plainview subiranno un duro colpo quando il figlio, a causa di un incidente presso un pozzo petrolifero, diviene sordo. L'uomo, sempre più accecato da una misantropia assoluta, lo allontanerà da sé precipitando sempre piu' nell'avidità del possesso.

Questo è un film fatto di bitume, di corpi che diventano tutt'uno con la terra e l'oro nero che la permea. E' un film forte dalla colonna sonora preziosa e inquietante che ti entra nel cervello con rapidi passaggi dall'esasperato al tenue di pari passo con l'animo dell'unico protagonista. E' un bel film anche se un pò troppo lungo.

Voto: 7.

sabato 29 dicembre 2007

Crazy in Love

Titolo originale: Mozart and the whale
Nazione: U.S.A.
Anno: 2005
Genere: Commedia, Drammatico
Durata:
Regia: Petter Næss
Sito ufficiale: www.mozartandthewhale.com
Cast: Josh Hartnett, Radha Mitchell, Gary Cole, Allen Evangelista, Sheila Kelley, Erica Leerhsen
Distribuzione: Warner Bros. Italia
Data di uscita: 2006 (cinema)

Una storia drammatica ispirata alla vita di due ragazzi affetti dalla sindrome di Asperger, una forma di autismo, le cui disfunzioni emozionali rischiano di sabotare la loro storia d'amore. Donald è uno sfortunato tassista dal cuore tenero con una passione per gli uccelli e una eccezionale abilità con i numeri. Come molte persone affette dalla sindrome di Asperger, ama la routine e la normalità ma quando la bella Isabelle inizia a frequentare il gruppo di supporto all'autismo, la sua vita e il suo cuore vengono stravolte.

Permettetemi l'ossimoro ma definirei questo film una drammatica commedia dove sono messe in rilievo le difficoltà di una coppia di autistici. Entrambi con le loro "manie" che vengono a scontrarsi con i punti di vista l'uno dell'altro. Lui (il bravissimo Josh Hartnett) è legato alla sua vita e alle sue cose, e desidera un storia d'amore normale...lei (la virtuosa Radha Mitchell),ossessionata dai suoni metallici che si "ribella" a questo desiderio dell'amato di essere a tutti i costi normale! dopo una serie di "tira e molla" in cui sono arrivata ad odiare l'egoismo di lei, i due si sposeranno...insomma un strana ma ugualmente romantica storia d'amore.

Voto: 8

mercoledì 19 dicembre 2007

"No, non è schizofrenia, è solo una voce nella mia testa"

Titolo originale: Stranger than fiction
Nazione: U.S.A.
Anno: 2006
Genere: Commedia, Drammatico, Romantico
Durata: 113'
Regia: Marc Forster
Sito ufficiale: www.sonypictures.com/...
Sito ufficiale: www.sonypictures.it/film/...
Cast: Will Ferrell, Maggie Gyllenhaal, Dustin Hoffman, Queen Latifah, Emma Thompson, Denise Hughes, Eli Goodman, Michael Cook, Tom Hulce, Tony Hale
Produzione: Crick Pictures LLC, Mandate Pictures, Three Strange Angels

Niente paura...la frase nel titolo del post è tratta dal film che consiglio questa settimana: "Vero come la finzione" (titolo originale Stranger than fiction).

La vita di un anonimo agente del fisco, Harold Crick (Will Ferrel), viene inaspettatamente movimentata, quando inizia a sentire una voce che fa la cronaca diretta di qualsiasi cosa egli faccia. Con l'aiuto del professor Jules Hilbert (Dustin Hoffman) Harold scopre che la voce che lo guida ormai in ogni suo movimento, é quella della scrittrice Kay Eiffel (Emma Thompson), famosa per uccidere i suoi protoganisti in modi creativi, scrittrice che sta scrivendo un libro che sembra essere proprio la biografia della sua vita. Harold deve affrettarsi a rintracciare la Eiffel e fermarla prima che escogiti un modo "creativo" per toglierlo di mezzo.

Una commedia surreale e divertente che narra la strana storia di due mondi paralleli quello asettico e quasi psicotico di Harold Crick che vive nella solitudine dei suoi infiniti calcoli e nella alienazione del suo lavoro di esattore e il mondo della famosa romanziera in preda a un blocco creativo che sta proprio scrivendo la storia di quell’uomo qualunque. Questi due mondi corrono in parallelo percorrendo una linea dolcemente surreale, semplice nelle situazioni, e con una dose di ironia espressa con garbo da Will Ferrell e da Emma Thompson, affascinante nel suo ruolo letterario, da una Maggie Gyllenhaall "donna angelo" del protoganista, e da un Dustin Hoffman che finalmente si diverte e diverte con un ruolo al quale sono affidate le battute più riuscite. Il regista, Marc Forster, trasporta lo spettatore in una sorta di sogno sospeso e leggero fino ad impattare violentemente con la dura realta, la dura esistenza che conduce indissolubilmente verso una fine nota. Tutto è teatralmente scandito da un orologio che con precisione "divina" detta i tempi e le sorti della vita del protoganista.
Voto: 7.

mercoledì 5 dicembre 2007

Il film della Settimana : " Lezioni di cioccolato"

Titolo originale: Lezioni di cioccolato
Nazione: Italia
Anno: 2007
Genere: Commedia
Durata: 99'
Regia: Claudio Cupellini
Sito ufficiale: www.lezionidicioccolato.com
Cast: Luca Argentero, Violante Placido, Hassani Shapi, Neri Marcorè, Carlo Gabardini, Monica Scattini, Francesco Pannofino, Ivano Marescotti, Marco Marzocca, Regina Orioli, Walter Corelli, Francesco Lagi
Produzione: Cattleya, Faro Film

Mattia (Luca Argentero) é il titolare di una piccola impresa edile e la sua filosofia é: "qualità al minor costo possibile". Questo significa far lavorare la manodopera in nero e risparmiare sulla sicurezza. Isensibile e senza scrupoli, Mattia rinuncia a costruire i ponteggi di sicurezza per il suo cantiere e si ritrova improvvisamente a far fronte ai ricatti di uno sfortunato operaio egiziano Kamal (lo strepitoso Hassani Shapi), caduto da un tetto si rompe entrambe le braccia ed è costretto al gesso dalla vita in su. Mattia, accetta le condizioni e il ricatto del suo dipendente Kamal per tenere chiusa la bocca sull'accaduto con la Polizia. Ragione del ricatto, un corso da cioccolataio da frequentare sotto mentite spoglie – quelle di Kamal appunto, impossibilitato a partecipare. Il corso è organizzato da un prestigioso produttore di cioccolato (di cui il film è una ottima pubblicità) per il quale Kamal era stato selezionato, corso che Mattia dovrà seguire con ottimi risultati informando ogni giorno Kamal su tutto ciò che ha imparato. Il corso prevede un concorso finale il cui premio consiste in una somma di denaro per aprire una pasticceria: il sogno di Kamal. All'inizio Mattia prende l'impegno con superficialità, ma dopo poco tempo si renderà conto che dovrà dare tutto se stesso per stare al passo col corso. Nel frattempo il ragazzo si innamora di Cecilia (una discreta Violante Placido), la migliore delle allieve del corso ed anche il suo rapporto con Kamal migliora vistosamente, ma, quando viene smascherato, tutto sembra crollargli addosso. Solo l'intervento di Kamal, che racconta pubblicamente tutta la sua storia, riabiliterà Mattia e porterà ad una simpatica conclusione.

E' una commedia frizzante e intelligente con una sceneggiatura nel complesso degna di nota. E' un film sociale che tratta del problema del lavoro nero ma è anche una storia d'amore condita da molti equivoci e gag divertenti che rendono la commedia piacevolissima...insomma dalla sala si esce davvero soddisfatti di aver visto un buon film italiano.
Il cast è più che buono sembra una eccellente compagnia teatrale dai tempi comici quasi perfetti. Luca Argentero è bravissimo (...si' quello del Grande Fratello ) nella triplice veste di geometra, operaio e cioccolataio, Violante Placido discreta nella veste di terribile paladina della legge con qualche complesso di troppo. Eccellente, invece, la prova di Hassani Shapi nei panni dell'immigrato egiziano, più che buona (ma non entusiamante) quella di Neri Marcorè, nei panni di un maestro cioccolataio in crisi sentimentale. Divertente come al solito Vito Bicocchi nella parte di Osvaldo amico fedele e capocantiere di Mattia. Non mancano i colpi di gag dovuti a Corrado (Josefia Forli), al burbero veneto Milo (Matteo Oleotto), alla zitella d’assalto Letizia (Monica Scattini), al vulcanico Luigi (Francesco Pannofino) e al cinico Ugolini (Ivano Marescotti) il più importante cliente inseguito da Mattia per i preventivi di piastrelle e sanitari di scarto.

Non posso fare altro che consigliarvi "Lezioni di cioccolato"....guardate il trailer.
Voto: 9.

domenica 18 novembre 2007

Volver....!!

Titolo originale: Volver
Nazione: Spagna
Anno: 2006
Genere: Commedia
Durata: 120'
Regia: Pedro Almodóvar
Cast: Penélope Cruz, Lola Dueñas, Blanca Portillo, Carmen Maura, Yohana Cobo, Chus Lampreave, Leandro Rivera
Distribuzione: Warner Bros.
Data di uscita: Cannes 2006
19 Maggio 2006 (cinema)

Il titolo del film di Pedro Almodovar - "Volver", ossia "tornare" - è da subito indicativo di quello che è il tema portante della vicenda narrata: tornare al passato, ma anche tornare dal passato, visto che passato e presente sono indissolubilmente legati nelle vite delle protagoniste.

Siamo nella Madrid di oggi, Raimunda (Penélope Cruz) è una madre giovane, stoica lavoratrice e imprenditrice, molto attraente, con un marito disoccupato e alcolizzato e una figlia in piena adolescenza. E' una donna molto forte che fin dalla sua infanzia custodisce nel silenzio un terribile segreto. Sua sorella Soledad (Lola Dueñas) è un po' più grande di lei. Timida, paurosa e separata dal marito sbarca il lunario come parrucchiera abusiva. Le due donne sono orfane, hanno perso entrambi i genitori durante uno dei tanti incendi provocati dal "solano", il vento che devasta La Mancha, il loro paese d'origine e dove vive l'anziana zia Paula (Chus Lampreave) - sorella di Irene (Carmen Maura), la madre delle due donne. Paula parla di Irene come se fosse viva, mentre è morta da anni, e nel quartiere giurano di aver visto il suo fantasma aggirarsi in casa di Paula. Una domenica di primavera, Sole chiama Raimunda per dirle che Augustina (una vicina del paese) le ha telefonato per comunicarle che la zia Paula è morta. Raimunda adorava sua zia, ma non può andare al funerale perché ha trovato il marito morto in cucina, con un coltello piantato nel petto. La figlia ha confessato di essere stata lei ad aver ucciso il padre perché questi, ubriaco, l'aveva ripetutamente molestata. Da questo punto in poi incominciano ad accadere cose strane, qualcuno ritorna, qualcuno sparisce e la vita di Raimunda e le altre non sarà più la stessa...

Questo non è solo un film drammatico ma è anche una interessante e surreale commedia ricca di umorismo che parla in modo semplice e diretto delle vicissitudini tragiche che interessano le protagoniste. Non c'è spazio per le figure maschili - l'unica quella di Paco (il marito di Raimunda) viene rapidamente eliminata.
Nella figura di Raimunda (Penelope Cruz) si possono riconoscere persoggi interpretati dalle italiane Claudia Cardinale, Sofia Loren e Anna Magnani (c'e' un riferimento ben preciso nel film) dato il forte senso di maternità, la femminilità prorompente, il rapporto esclusivo madre-figlia e nelle loro traversie quotidiane.
Questi problemi di sopravvivenza quotidiana sono qui estremizzati, ma vengono al contempo alleggeriti dal personaggio di Raimunda, che riesce a mantenere saldo il suo vivace spirito anche nei momenti più difficoltosi.
L'originalità del film consiste soprattutto nel ritorno (vero o presunto) dal passato della madre delle due sorelle - nella vicenda, due donne così diverse, due ruoli ben calibrati per supportarsi brillantemente a vicenda anche quando lo scompiglio del "tornare" si impadronisce della vita di entrambe. Se per Sole, però, questo scompiglio è sostanzialmente di carattere pratico, per Raimunda ha invece dei coinvolgimenti psicologici. La scena nella quale Raimunda e la madre si incontrano e si chiariscono è molto pittoresca questo è il punto di svolta dove anche i tasselli più surreali assumono un senso e i vincoli di sangue alla fine si svelano pienamente.
Almdovar si rivela ancora una volta un grande artista, con i suoi rituali, con il colore rosso che è presente quasi in ogni scena, con le sue canzoni, con gli spaccati di vita quotidiana, con la presenza corale delle donne del paese come sfondo più o meno attivo; con il vento reale ma favolistico, che soffia in un paese in cui "c'è il più alto tasso di pazzia tra gli abitanti". Alla fine, si può avere anche un po' più chiaro qual è il genere di questo film, se è vero che ciò che inizia tragicamente e finisce quasi lietamente allora può veramente chiamarsi commedia.

martedì 6 novembre 2007

"...Erano gli ultimi fuochi! Da domani pane e cipolla, va bene?!..."

Titolo : Giorni e nuvole
Nazione: Italia, Svizzera
Anno: 2007
Genere: Drammatico
Durata: 116'
Regia: Silvio Soldini
Sito web: www.giornienuvole.it
Cast: Margherita Buy, Antonio Albanese, Giuseppe Battiston, Alba
Rohrwacher, Fabio Troiano, Carla Signoris, Arnaldo Ninchi, Teco Celio
Produzione : Amka Films Productions S.A., Lumière & Company
Distribuzione: Warner Bros.

La frase che ho citato nel titolo è tratta dal nuovo film di Silvio Soldini: "Giorni e Nuvole". Confesso che è solo il mio secondo film di Soldini (dopo "Pane e Tulipani") ma devo ammettere che è davvero drammaticamente coinvolgente. E' un film toccante sulla precarietà del lavoro e la staticità della vita.

La storia racconta un brutto periodo della vita dei due protagonisti: Elsa (una impeccabile Margherita Buy) e Michele (un magistrale Antonio Albanese).
Elsa e Michele sono felicemente sposati, hanno una figlia e una splendida casa. Elsa si è appena laureata in Storia dell'Arte e lavora al recupero di un affresco, Michele è stato invece estromesso dall'azienda dai suoi stessi soci, che ritenevano la sua gestione poco competitiva. Dopo la confessione del licenziamento, Elsa e Michele sono costretti a riconsiderare e ridimensionare il loro (alto) tenore di vita. A quarant'anni si confronteranno drammaticamente col mutato e crudele mercato del lavoro. E' una storia dolorosa dentro un paesaggio sociale popolato dal disagio e dall'insicurezza. Ai due protagonisti accade qualcosa di drammatico che travolge la loro amata quotidianità, accade qualcosa che genera nella loro esistenza un vuoto, una disponibilità di (parecchio) tempo sgombro dalle occupazioni consuete. Questo intervallo permette ad Elsa e Michele di guardare le cose con altri occhi e di considerare e sperimentare (anche tragicamente) altre possibilità accompagnate anche da un vero e proprio stravolgimento ambientale (spaziale quindi oltre che temporale): dopo aver perso il lavoro Elsa e Michele traslocano. Ma c'è ancora la volontà di restare, di restare in una città di mare travolgente e affascinante come Genova, in una città dove le nuvole "vanno, vengono e ogni tanto si fermano", c'è un lavoro perso e un altro da trovare, c'è una vita a cui rinunciare e un'altra da "campare".
C'e' un continuo sottolinerare la relazione tra tempo e lavoro sembra quasi che se si lavora poco si perde tempo, se si lavora molto si guadagna tempo.
Michele è incapace di riorganizzarsi la vita senza i ritmi dell'azienda, il protagonista vive una progressiva perdita di fiducia, di identità. Michele appartiene alla borghesia alta e intellettuale, una classe che ha fatto del lavoro la misura di ogni cosa e la fonte della propria identità.
Elsa, abituata a dipendere dal lavoro del marito e a godere del prestigio sociale e delle opportunità (laurearsi e fare senza compenso la restauratrice) della loro condizione, trova diversi lavori per provare a rientrare nella "normalità" da cui sono usciti.
I due protagonisti sono costantemente avvolti da una angosciante sofferenza che non viene mai dichiarata direttamente ma convogliata in scene di rabbia o nei continui litigi con la figlia. Bellissima la scena finale, l'epifania che restituisce linfa vitale alla coppia ormai perduta: Elsa e Michele capiranno insieme, distesi a contemplare l'affresco del Boniforti (restaurato da Elsa), che è l'amore (e non il lavoro) a "produrre" valore e realizzazione personale ed è questo lo spunto per ricominiciare.

Voto: 8.

giovedì 25 ottobre 2007

Il film della Settimana : "Welcome to Collinwood" (di Anthony e Joe Russo)

Vi segnalo una commedia abbastanza divertente da vedere in compagnia. Si racconta la storia di un gruppo di criminali da strapazzo alle prese con il colpo che potrebbe cambiare per sempre la loro vita, in gergo chiamato "il Bellini". Ladri squinternati ed improbabili, uno sbruffone (Sam Rockwell), un vecchio malandato (Michael Jeter), un fotografo disoccupato (William H. Macy), un nero geloso della sorella (Isaiah Washington), un ragazzo innamorato (Andrew Davoli), avranno a che fare con qualcosa al di sopra delle proprie possibilità che solo la disperazione ed il miraggio di un futuro ricco gli faranno affrontare anche se con risultati comici e grotteschi.

Un breve commento:
Questa divertente commedia è il secondo remake statunitense de "I soliti ignoti". Il film è piuttosto fedele all'originale senza nulla togliere al capolavoro di Monicelli. Per via di questa sua fedeltà all'originale, la commedia risulta eccessivamente prevedibile ma non mancano momenti esaltanti soprattutto per chi non ha visto "I soliti ignoti". Una nota negativa va ad una delle scene più divertenti della pellicola originale ovvero quella in cui Totò (qui reinterpretato da George Clooney) spiega alla banda come scassinare una cassaforte; in questa nuova versione quella stessa scena è molto più breve. Il film prende quota quando questi 'ignoti' di Cleveland entrano in azione e mettono in pratica il colpo: durante il tentativo di entrare in casa ci sono un paio di scene comiche davvero strepitose.
Vi riporto un commento tratto da FilmUp.com di D. Sesti:
Se non vi scandalizzate a vedere Sam Rockwell nelle veci di Vittorio Gassman (Peppe er Pantera) se non rabbrividite all'idea che al posto di Ferribotte (Tiberio Murgia) ci sia Isaiah Washington, se non vi viene la pelle d'oca nello scorgere in luogo della smorfia bislunga di Totò (Dante Cruciani) il sorriso beffardo di Gorge Clooney, allora questo film potrebbe anche non deludervi

Voto: 7.



Dalla locandina statunitense:
Titolo: Welcome to Collinwood (Id.)
Regia: Anthony & Joe Russo
Sceneggiatura: Anthony Russo, Joseph Russo
Fotografia: Lisa Rinsler, Charles Minsky
Interpreti: Sam Rockwell, Wiliam H. Macy, Michael Jeter, Isaiah Washington, Jennifer Esposito, Patricia Clarkson, Luis Guzmán, George Clooney, Gabrielle Union, Andrew Davoli, Art Oughton, Blaine Pate, Angela Russo, Ann Zupa, John Buck Jr, Brett C. Leonard, Frank O'Donnell, Peter Veneziano, Bernard Canepari, Art Oughton, Ray Calabrese, Annie Kitral, Don Kost
Nazionalità: USA, 2001
Durata: 1h. 22'