martedì 29 gennaio 2008

Cronaca di un breve viaggio (Padova-Paola 12 ore)

Volevo raccontarvi (anche se in ritardo) il breve viaggio natalizio di quest'anno verso le elevate terre di Calabria.
Partenza, in treno, il 23 Dicembre (temperatura esterna +5 gradi). Data l'ansia della partenza io e la Fede eravamo in stazione quasi un'ora prima (metti che il treno arrivi in anticipo), ovviamente non siamo riusciti a capire in che punto del marciapede si sarebbe fermata la nostra carrozza, sembrano essere scomparse le vecchie e utili composizioni dei treni sul binario. Ci posizioniamo in un settore a caso (consigliato da un tale in divisa da ferroviere...) e aspettiamo, congelando, l'arrivo dell'intercity PLUS (e ripeto PLUS) miramare per Napoli. Nella mia testa frullava gia' l'amerezza per la consapevolezza che da Firenze a Roma (2h 30' con IC PLUS) avrei fatto il viaggio in piedi. Infatti, poichè ci siamo mossi tardi con le prenotazioni e poichè durante le feste di Natale sono convinto che Trenitalia metta a disposizione solo pochi treni in piu', per poter arrivare in Calabria abbiamo trovato la soluzione seguente: prenotazione su due treni primo treno (il solito IC PLUS) Padova-Roma (ma con garanzia del posto solo fino a Firenze....!!!) e poi prenotazione su un altro IC ma con posto garantito su tutta la tratta Roma-Paola. Giunto il treno a Padova è subito evidente che il settore nel quale ci siamo posizionati è sbagliato, quindi ecco iniziare una competizione tra tutte le persone nella nostra stessa sitauzione, la Fede (senza valigia) scatta in avanti e distanzia il gruppo di passeggeri che dal settore C devono (come noi) spostarsi al settore E...io dietro arranco con la valigia dotata di micro rotelle che fanno solo rumore, la calca alla porta del treno è impressionante, ricorda vagamante un gruppo di galline che entra in una aia..tutte puntano nella stessa direzione fino a cozzare stupidamente in un unico punto comune ..la porta. A calci e pugni riusciamo a salire individuiamo lo scompartimento dove abbiamo prenotato i posti... sollevo l'immane bagaglio per riporlo negli appositi scomparti poi, in preda ad un principio di ernia iattale, mi lascio cadere sulla lurida poltroncina in tessuto sintetico puzzolente, lato corridoio.
Devo dire che la pulizia del nostro vagono era davvero PLUS: i vetri del nostro scompartimento erano abbellitti di un artistico e non definto lerciume nero capace di trasformare un finistrino rettangolare in un oblo' da nave, il pavimento dello scompartimento era costellato di gomitoli lanosi di polvere accompgnati da tracce ben definite di grasso e fango.

Il treno parte.

Ovviamente il vagone è carico di gente, tutti gli scompartimenti sono occupati e tutto il corridoio è pieno di gente seduta in quei "comodissimi" sedilini a scomparsa o in piedi a godersi il panorama da quella piccola porzione di finestrino pulita dall'ultima pioggia.
Mentre sei seduto che ti godi il tepore del tua poltroncina appoggiato al poggia-testa dove, forse, ore prima avevano scannato qualche animale sacro, ecco che scatta il terrorismo psicolgico da parte di quelli che seduti nei sedilini a scomparsa del corridoio ti fissano e sai che ti stanno odiando e te ne stanno mandando tante che è già una fortuna, in quello schifo, a non aver preso la lebbra. Cerchi di ignorarli ma poi entra in gioco la sfida e allora li fissi a tua volta ma con lo sguardo appagato e come un Buddha meditativo pensi << ooom... come sto comodo .... oom ... macchè te guardi...>> Vorresti chiudere la porta dello scompartimento ma sai che commettersti il piu' feroce genocidio dei compagni di scompartimento chiudendo l'unica vera fonte di ossigeno, infatti dai veri bocchettoni dell'aria periodicamente esce una puzza di freno che a confrono il gas nervino è uno spray all'eucaliptolo. Allora ci riprovi con la tendina ma anche li' devi trattenere la nausea che compare nello srotolare uno straccio ormai diventato cimetero di zanzare e insetti da ogni parte del mondo (le zecche no!, quelle viaggiano comode sui sedili...). Allora non rimane che distrarsi cercando di leggere un buon libro a 2 cm dal sedere di quello che viaggia in piedi oppure contando quanti telefonini suonano in 30 secondi, sopportando a denti stretti le suonerie "tamarre" che si sentono provenire dalla borsa dell'anziana di 70 anni (che ti sfoggia la suoneria "dei campioni del mondo pooo po po po poooo") o dallo zaino del bambino di 7 anni orgoglioso di far sentire a tutti la suoneria tecno con in mezzo un voce registrata che annuncia il "pirla" che sta chiamando.
Purtroppo ad un certo punto ho dovuto cedere. Una signora in corridoio aveva un simpatico bambino di circa 5 anni che era visibilmente malato, infatti continuava a tossirmi in faccia senza pietà, quindi preso da un po' di compassione e un po' dal fatto che mi stava trasferendo tutta la sua colonia di batteri ho ceduto a lui e alla madre il mio posto (tanto a Firenze il posto non sarebbe stato piu' mio...ah ah!). Insomma a farla breve da poco prima di Firenze fino a Roma mi sono fatto il viaggio un po' in piedi e un po' appollaiato sui sedilini a scomparsa alzandomi periodicamente per far passare incontinenti recidivi e quel "minchione" di operatore di catering di trenitalia che a tutti i costi deve passare col suo simpatico carrellino per vendere "fresche" bevande e "ottimi" panini. Con le gambe anchilosate come se fossimo stati seduti sul water per due ore arriviamo finalemente a Roma. Una volta scesi dal "carro bestiame" ci accorgiamo che berretto di lana e sciarpa (vitali alla partenza da padova) risultavano inutili e comici per i 18-20 gradi di Roma. A Roma attendiamo circa un'ora, arco di tempo nel quale approfittiamo per mangiare due panini con vista vagone, fronte scarico di cesso e per godere dei "confortevoli" bagni pubblici A PAGAMENTO della stazione di Roma Termini. Finalmente prendiamo il treno per Paola con tanto di sedili tutti nostri ... il viaggio fino a Paola non ha avuto niente di particolare a parte il solito venditore di bibite abusivo salito a Napoli e sceso a Sapri. Il venditore abusivo non era altro che un vecchietto partenopeo che " tira a campa' " vendendo lattine e panini (di origine e fattura sconosciuta) il tutto contenuto in un ampio cesto di plastica che porta in giro per i corridoi a qualche vagone di distanza dal controllore. L'opera di marketing di questo venditore consisteva tutta nell'urlare in mezzo al corridoio i suoi prodotti di punta e nello specifico gridava << Panini! Bibbbbbbite...cocaaaaaacooooola....OOOOOOORANGE:...>> ma vedendo che nessuno degli astanti rispondeva allora incalzava ...<< AHOoo Maccche' siete tutti morti...! Panini! Bibbbbbbite...cocaaaaaacooooola....OOOOOOORANGE!>>... eh si' aveva ragione dopo 12 ore di viaggio in treno ormai eravamo quasi tutti morti ma ansiosi di arrivare a destinazione. Fine.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

E' colpa tua. Il 23/12/2007 era domenica, quindi le FFSS erano da evitare in ogni caso. L'ultimo giorno utile per un viaggio "umano" era il 21(mattina).

Fede ha detto...

E' facile "sputare" sentenze.
I viaggi devono essere tutti "umani". Se può essere comprensibile la carenza di posti durante le festività non la "sporcizia d'annata" non è MAI giustificabile.

Anonimo ha detto...

Mi spiace se sembravo "sputare sentenze", la mia intenzione non era quella.

Faccio mensilmente viaggi da 6 ore (che a volte si allungano per ritardi) con le FFSS e mi è capitato più volte di restare per tutto il tempo in piedi fra due vagoni, senza poter spostare i piedi per il numero di persone e di valige.

Da quando posso decidere più liberamente i giorni in cui viaggiare questo accade meno frequentemente; lo stato delle nostre ferrovie è noto, scegliendo quando utilizzarle si può ridurre il disagio.