lunedì 3 marzo 2008

"City" di Alessandro Baricco



Devo confessare che questo libro di Baricco, anche se molto originale, non mi ha colpito molto, mi ha lasciato un senso di sospensione e incompletezza. Interessante e virtuoso però l'abile intersecare di scene e periodi temporali diversi nei quali si avvicendano più narratori uniti da un destino comune.

Per chi abbia letto il romanzo alcuni anni fa, permettetemi di rinfrescarvi la memoria, elencando qualcuna delle figure principali di City.
Il protagonista Gould è un ragazzino prodigio, ha tredici anni e frequenta l'università, ha due amici Diesel e Poomerang, Diesel è un gigante, Poomerang è un ragazzo senza capelli ed è muto, ci sente ma non parla, i due hanno un solo difetto sono immaginari. A "proteggere" Gould c'è la governante "improvvisata" Shatzy Shell, una avvenente signorina che gira con un registratore perché il suo sogno è fare un western, ed ogni volta che le viene in mente qualche scena o qualche personaggio li incide su nastro. Gould ha un paio di hobby oltre agli studi, è un appassionato di boxe, ascolta la radio ogni volta che va in bagno e gli piace guardare le partite di calcio stando al bordo del campetto di gioco assieme al professor Taltomar. Il loro motto è "o guardi o giochi!". E poi c'e' il prof Mondrian Kilroy, un insegnante molto affezionato a Gould che ha scritto il seguente saggio sull'onestà intellettuale su un depliant di un club privee:
1. gli uomini hanno idee
2. gli uomini esprimono idee
3. gli uomini esprimono idee che non sono loro
4. le idee una volta espresse e dunque sottoposte alla pressione di un pubblico, diventano artificiali, senza alcun legame con la loro origine. Gli uomini le affinano con tale ingegno al punto di renderle micidiali. Col tempo scoprono di poterle usare come armi. Non ci pensano un solo istante. E sparano.
5. L'onestà intellettuale è un ossimoro

Il resto del libro è città, city.

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