sabato 21 novembre 2009

Il libro della Settimana: "Che la festa cominci" di Niccolò Ammaniti



Ancora una volta Ammaniti conferma il suo talento di narratore che non teme di rimanere sempre nella sfera del grottesco, della storia apparentemente surreale ma così vicina alla realtà forse fino a disgustare quei pochi lettori non ancora abituati ai "reality" televisivi che fanno del "trash" una filosofia di vita.
Si nota una certa maturità stilistica rispetto ai racconti precedenti, la lettura del libro è davvero scorrevole e un continuo alternarsi di due episodi inizialmente incorrelati ma che poi si fondono nella scena principale rappresentata dalla festa vip-cafona e dal finale sorprendente che rende onore alla creatività di Ammaniti.




Dalla copertina (Einaudi):

Nel cuore di Roma, il palazzinaro Sasà Chiatti organizza nella sua nuova residenza di Villa Ada una festa che dovrà essere ricordata come il più grande evento mondano nella storia della nostra Repubblica. Tra cuochi bulgari, battitori neri reclutati alla stazione Termini, chirurghi estetici, attricette, calciatori, tigri, elefanti, il grande evento vedrà il noto scrittore Fabrizio Ciba e le Belve di Abaddon, una sgangherata setta satanica di Oriolo Romano, inghiottiti in un'avventura dove eroi e comparse daranno vita a una grandiosa e scatenata commedia umana. La comicità di Ammaniti sa cogliere i vizi e le poche virtù della nostra epoca. E nel sorriso che non abbandona nel corso di tutta la lettura annegano ideali e sentimenti. E soli, alla fine, galleggiano i resti di una civiltà fatua e sfiancata. Incapace di prendere sul serio anche la propria rovina.

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